(Adnkronos) – “E’ giunto il momento di implementare dei farmaci, arrivati da tempo, ma ancora lontani dal raggiungimento dell’ottimizzazione della prescrizione, come le gliflozine. Ci sono anche gli agonisti del recettore del Glp-1, come la semaglutide, o il finerenone. Sono tutti farmaci che, se messi in combinazione, riescono a rimandare la dialisi anche di 30 anni. E’ un successo enorme”. Cosรฌ Luca De Nicola, presidente Sin-Societร  italiana di nefrologia, alla vigilia del 66ยฐ Congresso Sin che svolge da domani al 24 ottobre a Riccione, spiegando il tema del convegno: ‘Trasformiamo le cure nefrologiche’. ย 

“Per questi farmaci di prima scelta e di eccezionale capacitร  nefroprotettiva – sottolinea – abbiamo finalmente reso l’accesso alle cure molto piรน semplice, eliminando le procedure burocratiche che servono per prescriverli”. Guardando al futuro, per il presidente della Sin “l’aspetto piรน interessante รจ che stanno arrivando altri farmaci, come gli antagonisti delle endoteline, che potranno azzerare la progressione della malattia renale cronica. Questo รจ il motivo per cui il claim del 66ยฐ Congresso della Societร  italiana di nefrologia รจ ‘La salute dei reni รจ ora’: ci dobbiamo muovere adesso per ottimizzare le terapie”. De Nicola punta l’accento sulla diagnosi precoce, che significa intervenire “quando i pazienti sono a rischio di sviluppare una malattia progressiva, nelle fasi iniziali di malattia. Ipertesi, diabetici, obesi e cardiopatici – precisa – sono pazienti che dovrebbero fare 2 esami banali: creatininemia ed esame delle urine. In base ai risultati di questi esami, รจ necessario che i pazienti piรน semplici e stabili vengano trattati dal medico di medicina generale, mentre quelli piรน a rischio di progressione verso la dialisi siano inviati subito al nefrologo per essere trattati in modo eccellente”. ย 

Quanto alla dialisi, “la peritoneale oggi si รจ trasformata – afferma il presidente della Sin – E’ diventata una dialisi sicura rispetto al passato e di grande efficacia: consente al paziente di stare a casa, facendola in autonomia nell’80% dei casi e con l’aiuto di un caregiver nel restante 20%. E’ in pubblicazione un documento realizzato con gli esperti di Altems – Health Technology Assessment (Hta) dell’universitร  Cattolica, che dimostra un risparmio per lo Stato del 43% rispetto all’emodialisi”. A tale proposito sono in corso delle “interazioni con il ministero della Salute per creare dei percorsi per favorire la dialisi peritoneale che, purtroppo, ancora oggi in Italia รจ intorno al 10% dei pazienti dializzati. L’obiettivo della Sin รจ di portarla in 3 o 4 anni al 20% come nel resto d’Europa”.ย 

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