L’indagine della Squadra Mobile di Monza fa luce su un giro di spaccio di cocaina e droghe sintetiche attivo da anni. Nei guai cinque persone: un fornitore marocchino ai domiciliari e due italiani con obbligo di firma.
Monza e Brianza – Voleva far credere di essere la vittima di un pestaggio per un debito di droga, ma la sua messinscena ha finito per incastrare lui e l’intera rete di spaccio in cui era stabilmente inserito.
Nella mattinata del 16 luglio, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Monza e della Brianza hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Monza, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Il bilancio dell’operazione è di tre misure cautelari eseguite, a cui si aggiunge la denuncia per calunnia nei confronti del “finto aggredito”.
La finta denuncia e il castello di bugie
L’inchiesta è scattata alla fine del 2024, quando un cittadino italiano con precedenti penali si è presentato alle forze dell’ordine raccontando di essere stato percosso e minacciato da un gruppo di nordafricani a causa di un debito accumulato spacciando per loro conto.
Le dichiarazioni dell’uomo hanno però mostrato da subito numerose incongruenze. Gli accertamenti investigativi successivi hanno ribaltato completamente lo scenario: il denunciante, assuntore di cocaina, non era una vittima occasionale, bensì un elemento chiave di un sodalizio criminale dedito al traffico al dettaglio di sostanze stupefacenti. Secondo gli inquirenti, la falsa accusa era solo un disperato tentativo di nascondere la propria insolvenza economica nei confronti dei fornitori.
Un supermarket della droga tra piazze e uffici
Gli investigatori sono riusciti a ricostruire un’attività illecita che andava avanti da anni nei comuni di Monza (in particolare nella zona Cederna), Agrate Brianza (all’interno del parco Aldo Moro), Concorezzo e Vimercate. La rete criminale, composta da cinque persone di età compresa tra i 25 e i 43 anni (quattro italiani e un marocchino, tutti già noti alle forze dell’ordine), riforniva i clienti consegnando le dosi direttamente a domicilio o sui luoghi di lavoro.
Il volume d’affari comprendeva ogni tipo di sostanza:
-Cocaina
-Hashish e Marijuana
-Droghe sintetiche (Ketamina e MDMA/Ecstasy)
Al vertice della piramide si posizionava un cittadino marocchino di 37 anni, residente nella provincia di Sondrio, individuato come il principale canale di approvvigionamento della droga poi rivenduta in Brianza tra il 2022 e il 2024.
I provvedimenti e la violenza all’arresto
Il Gip ha disposto la misura degli arresti domiciliari per il fornitore 37enne e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per due cittadini italiani residenti in Brianza.
La cattura del cittadino marocchino, rintracciato in Valtellina, ha vissuto momenti di forte tensione: l’uomo ha opposto una violenta resistenza agli agenti della Squadra Mobile, ferendo un poliziotto a una mano. Per questo motivo, oltre alla misura per spaccio, è scattato per lui l’arresto in flagranza per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il promotore della falsa denuncia, invece, rimarrà a piede libero ma dovrà rispondere del grave reato di calunnia.
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