Lombardia – “L’inaugurazione di questo nuovo Ospedale di comunità rappresenta un investimento importante non solo per la salute dei cittadini della Valcamonica – ha commentato l’assessore Tironi – ma anche per il futuro del territorio. Qui troviamo infatti due elementi strategici: una sanità di prossimità sempre più vicina alle persone e un forte investimento sulla formazione delle professioni sanitarie. La presenza del Corso di laurea in Infermieristica è una risposta concreta alla crescente domanda di personale qualificato e offre ai giovani l’opportunità di costruire il proprio percorso professionale senza allontanarsi dal territorio. Formazione, lavoro e servizi di qualità devono camminare insieme: è così che si rafforzano le comunità e si costruiscono opportunità per le nuove generazioni”.
Tra gli elementi distintivi della nuova struttura: un impianto geotermico con 18 sonde verticali a circa 100 metri di profondità e tre pompe di calore ad alta efficienza, un impianto fotovoltaico da 55 kW in copertura e sistemi di termoregolazione monitorabili da remoto. Una serie di interventi che ha permesso di classificare l’edificio come Nearly Zero Energy Building, edificio a energia quasi zero. “Il nuovo Ospedale di Comunità di Esine – ha commentato l’assessore Maione – è un’ottima notizia per tutta la Valle Camonica. È una struttura moderna, pensata per dare ai cittadini cure più vicine e più semplici. Abbiamo scelto soluzioni che riducono i consumi, migliorano il comfort e azzerano le emissioni inquinanti: significa ambienti più salubri per i pazienti e un impatto ambientale praticamente nullo. È un modo concreto di fare sanità che guarda al futuro. La montagna ha diritto a una sanità accessibile e moderna quanto le città, e questo Ospedale di Comunità va esattamente in questa direzione”.
“L’Ospedale di comunità – ha spiegato il direttore generale di Asst Valcamonica Corrado Scolari – è una struttura di ricovero breve, a prevalente gestione infermieristica, pensata per accogliere persone che non necessitano di un reparto specialistico ma che non possono essere assistite al proprio domicilio. Vi si accede attraverso la ‘Centrale operativa territoriale’, da un reparto di degenza, dal Pronto Soccorso o su proposta della rete di assistenza territoriale ‘Medico di Medicina Generale, Infermiere di Famiglia e Comunità, Assistente Sociale – configurandosi così come un presidio ‘ponte’ tra l’ospedale e la casa del paziente. Siamo inoltre orgogliosi che esperienze nate qui in Valcamonica, come il legame con il Corso di laurea in Infermieristica e i progetti di housing per attrarre medici e specializzandi, siano state riconosciute da Regione Lombardia come un modello da estendere anche ad altri territori montani. È la dimostrazione che investire sulla formazione e sull’accoglienza del personale produce risultati concreti: le strutture di prossimità sono infatti tanto più efficaci quanto più riescono ad attrarre professionisti, e la sanità territoriale, per essere incisiva, deve puntare sulle energie del territorio, anche grazie agli investimenti dell’Area Interna”.

























